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Maca, energia andina

Il grande pregio di questo tubercolo

Maca

Liberamente tradotto da Gabriele Poli

 

 La Maca è una pianta naturale che aiuta a recuperare le energie perdute, è un alimento eccellente e al quale è stato pure attribuito un effetto afrodisiaco. La maca è un tubercolo che nasce nella cordigliera delle Ande, fra i 3.800 e i 4.200 metri sul livello del mare. Le sue qualità nutritive sono tali che la NASA, agenzia spaziale statunitense, la include nella dieta gastronomica degli astronauti. Nonostante che i suoi benefici effetti siano riconosciuti, esistono settori della popolazione che sono reticenti al suo consumo. Vi sono molti modi per degustare e usufruire delle qualità nutritive di questo tubercolo. Permettetemi un solo esempio, ma di grande importanza: il consumo diario di maca previene l’anemia, la tubercolosi e le perdita di memoria.

La Storia

Il nome scientifico della maca è Lepidium meyeni e appartiene alla famiglia delle crucifere. Si coltiva preferibilmente sulle alture delle province di Junín e Pasco, anche se attualmente si semina pure nel sud del Perù (Ayacucho e Arequipa). Il padre Bernabé Cobo, nel 1663, nella sua “Storia del Nuovo Mondo” afferma che la maca “Nasce nelle località più aspre e fredde della sierra, dove non cresce alcuna altra pianta di quelle che si coltivano per il sostentamento degli uomini”. Scrive che la maca è piccola, con foglie minute e radice bianca. È dolce e ha un buon sapore.

Alcuni storiografi affermano che con l’aiuto di questa radice fu possibile la conquista dell’impero incaico: i cavalli degli spagnoli non si adattavano né potevano riprodursi nell’inclemente clima della puna; allora gli indigeni li condussero a pascolare nei campi coltivati con questa pianta meravigliosa, dove finalmente poterono normalizzare il proprio processo riproduttivo.

Il saggio don Mariano Eduardo de Rivero scrisse, a metà del secolo XIX nel suo “Memoria su alcuni rami dell’agricoltura del Perù”, che la maca è immensamente dolce e si conserva per alcuni anni senza alcuna alterazione. Tuttavia, è bene esporla per qualche giorno al sole e al gelo affinché non soffra di alcuna fermentazione. Allo stesso modo, frate Bernabé afferma che la maca stimola molto la riproduzione.

Le sue proprietà nutritive superano quelle di qualsiasi altro tubercolo

Questo timido vegetale delle Ande peruviane possiede maggior quantità di proteine della carne e della kiwicha e più carboidrati della quinua e del tarwi. Non solo, possiede più ferro, vitamine e calcio degli altri vegetali sopra citati. Gli studi nutrizionali sulla maca hanno evidenziato che questa possiede attorno al 10, 14% di proteine, superiore ad altre radici e tubercoli: patata (8%), olluco (7%) camote o patata americana (4%), oca (6%). La si può cuocere in differenti modi, bollita, arrosto, in forma piccante o dolce, utilizzare per le torte, nelle insalate, mangiare col pane e per la composizione di varie bibite, anche in forma di chicha.

I colori della salute

Gli “ecotipi” sono le varietà in colori e dimensioni della maca. Vanno dal giallo al rosso, dal rosa al nero. I colori possiedono sempre un significato. Ad esempio, il rosso significa attività, il bianco genera tranquillità. Tuttavia, il giallo –quello più richiesto fra i tipi di maca- ha la maggiore concentrazione di prodotti attivi.

Una provata capacità rigenerante

Gli studiosi della maca hanno notato che questa radice andina possiede la proprietà di aumentare la vitalità, la capacità mentale e le risposte del sistema immunitario contro l’aggressione di particolari infermità. Per gli abitanti dell’Altipiano, la maca costituisce molto più di un alimento. Oppressi dalla costante fatica che causa l’altitudine e la mancanza di ossigeno, i principi nutritivi - come il ferro e gli amminoacidi essenziali- che possiede la maca costituiscono l’unica possibilità per ottenere l’energia necessaria alla vita quotidiana. A partire da questo dato, gli studiosi osservarono con molta attenzione la maca e scoprirono altri dettagli importanti: un’inchiesta proposta dal Ministero della Salute, nel 1979, in alcuni villaggi della provincia di Junín (zona importante per la coltivazione della maca) concluse che l’ottanta per cento degli intervistati che ammisero di aver consumato maca con regolarità, non avevano avuto necessità di ricorrere ai centri di salute durante parecchi anni.

Il potere afrodisiaco

Oltre alle sue proprietà nutrizionali ed energetiche, a questa radice miracolosa si attribuiscono altre qualità. Una, molto controversa, riguarda i suoi effetti benefici sulla fertilità umana. Nelle altitudini più fredde di Pasco e Junín, si narra che i padri di famiglia impediscano agli adolescenti di assumere grosse quantità di maca perché potrebbero diventare lussuriosi e le donne partorirebbero figli maschi e gemelli; si tratterebbe del viagra andino. In realtà, esiste una convinzione generalizzata che attribuisce a questa radice effetti tonificanti, afrodisiaci e di aumento della fertilità umana. Al riguardo, nulla è stato dimostrato; tuttavia, considerando la gran quantità di principi nutritivi che possiede, non ci sarebbe da sorprendersi per un suo possibile favorevole impatto sul sistema riproduttivo. Da parte sua, il dottor Pedro Arellano, direttore dell’Istituto Nazionale di Medicina Tradizionale (Inmetra), raccomanda la maca per proteggere la pelle e il sistema nervoso, per il suo grande contenuto in vitamine e minerali, come il magnesio e il ferro. Gli esperti affermano che per usufruire dei suoi benefici, la maca può essere consumata fresca o processata, come complemento nutrizionale, in farine, marmellate o bibite.

Di Lewis Mejía Prada “Diario El Comercio” di Lima