La festa dell'acqua
La tradizionale festa della provincia di Yauyos

Laraos è un bel villaggio situato nella zona nord della provincia di Yauyos, a 3310 metri sul livello del mare e ad otto ore di bus da Lima. Qui, come in molte altre parti della Sierra andina, si celebra ogni anno la tradizionale "festa della pulizia dei canali", cerimonia antica che dura tre giorni (Limpia de acequias).
Durante tutto questo tempo, la popolazione lavora per liberare i fossati di irrigazione dai detriti, balla, mangia, beve e rivolge preghiere agli Apu – divinità dell’antica religione – per garantire al villaggio un buon raccolto.
La rivista di cultura e turismo "Andares" di Lima, ha raccontato questa festa.
Richard Spinoza e Reynel Gallardo hanno intrapreso il viaggio verso queste lande dimenticate dal turismo. Ne è nato il reportage che segue.
Partiamo, equipaggiati con poche cose, diretti a Laraos. Sono le quattro del pomeriggio e l’impresa di trasporti ci assicura che giungeremo alla meta nelle prime ore di domani. Percorriamo la strada Panamericana Sud fino a raggiungere Imperial, nei pressi di Cañete; di lì, lasciamo la confortevole strada costiera per salire sulle Ande. Dal finestrino, osserviamo il manto della notte, illuminato solo da innumerevoli stelle e dalla luna crescente.
A Lunahuaná termina la strada asfaltata e si inizia a "ballare". Il rio Cañete scorre accanto a noi.
Alle due del mattino, dopo aver superato le ultime due curve, giungiamo finalmente a Laraos.
Scendiamo accolti dal profumo di una terra fertile e troviamo facile ricovero in una casa del villaggio.
Il sole è già alto nel cielo e dal patio osserviamo l’impressionante paesaggio dei campi di mais e delle centinaia di "andenes". Nascosti fra gli eucalipti e i sambuchi, gli uccelli cantano il loro inno al mattino.
È venerdì 14 maggio; la notte avvolge ogni cosa. Le stanze del municipio sono adornate di fiori. Al suono del dolce "huaco" (il lungo flauto), gli anziani masticano la coca e bevono il liquore di canna, intanto che le donne addobbano tre grandi croci che, domattina, saranno poste a guardia delle sorgenti.
La festa, che ha origini incaiche, consiste nell’organizzare il lavoro collettivo – per il bene della comunità – al fine di pulire i canali di irrigazione principali – fonte di vita – del paese.
A tale scopo, vengono nominati tre funzionari, o "mayordomos": un giudice d’acqua e due aiutanti, oltre ad un paio di custodi che controllano le coltivazioni fino al momento del raccolto.
Sabato 15 maggio. Le sette del mattino. Gli abitanti di Laraos percorrono le stradine lastricate, conversando allegri perché oggi inizia la festa. Laraos è circondata dagli "apu" (le alte vette, divinità tutelari) di Cruzchunchu e Lanra Pujro. Sul lato nord, è bagnata dalla laguna di Cochapampa, mentre a sud, si estendono le immense "andenes" preispaniche. È questa l’ora in cui i paesani si recano nelle case dei "mayordomos" per compiere il rito dello Huallcachicuy (il regalo) con frutta, biscotti, pane e fiori. Gli abitanti di Laraos fanno festa. Banchettano con i loro piatti tipici, come il mote (mais bollito) e il caldillo (zuppa), masticano la coca e bevono "aguardiente". I musicisti suonano dolci nenie andine.
Le otto. I funzionari, accompagnati dagli inservienti, dai familiari e dai compaesani, prendono la strada che conduce a Larao Puquio, la sorgente che dona fertilità alle coltivazioni. Li seguiamo, camminando lungo un sentiero che sale fino a 4000 metri di altitudine. Il capo della comunità e le altre autorità danno il segnale e tutti gli abitanti iniziano a lavorare con zappe e falcetti.
A mezzogiorno riposano, pranzano e ballano. I giovanotti scherzano con le ragazze, sporcandole di fango; sono le prime avvisaglie del gioco dell’amore.
Il lavoro riprende. I contadini si dispongono ordinatamente lungo il canale principale. Al centro vi sono il giudice d’acqua, i due aiutanti e gli inservienti. Alcune persone ripartono le foglie di coca, le sigarette e il liquore fra i lavoratori che puliranno il canale.
La sera, dopo la faticosa giornata, i balli e i brindisi riprenderanno fino a notte fonda.
Domenica 15 maggio. La festa raggiunge il suo culmine. Tutti sono allegri; gli abitanti brindano felici e noi accettiamo di bere qualche birra assieme ai nostri nuovi amici.
Oggi è il giorno della "pachamanca": gli addetti, infatti, stanno preparando grossi pezzi di carne e voluminose patate gialle da cuocere nel forno improvvisato costituito dalla "madre terra", la Pachamama. La pachamanca è un tipico piatto della Sierra peruviana: tocchi di carne di maiale, di lama o di alpaca vengono riposti, assieme alle patate, in un buco del terreno, scavato appositamente e, quindi, ricoperti di pietre incandescenti. Lentamente, la pietanza cuocerà; una prelibatezza. Gli abitanti proseguono il lavoro con lena e con gioia; sanno che il benessere della comunità dipende dalla loro opera. Il lavoro, come la festa, proseguirà per tutto il giorno e anche domani.
Nei dintorni di Laraos esiste un gioiello; è l’insieme delle "andenes" preispaniche che occupano interamente le pendici delle vicine montagne e che sono ancor oggi sfruttate per i coltivi. A questi giganteschi terrazzamenti è stato dato il nome altisonante di "Machu Picchu yauyino". Altra attrattiva del luogo, è la "laguna di Cochapampa", un lago della lunghezza di un chilometro e largo quattrocento metri. Nel periodo delle piogge, le trote lo popolano abbondanti, mentre fra giugno e luglio si prosciuga. Le sue acque filtrano attraverso canali che passano sotto a Laraos e giungono al Rio Cañete. Durante la stagione secca, gli abitanti usano la spianata del lago per organizzare campionati di calcio e pallavolo. L’attrazione maggiore del villaggio, tuttavia, è costituita dalla sua gente che conduce ancor oggi la vita degli antenati, poco o nulla inquinata dal moderno consumismo.
Gli abitanti di Laraos vivono secondo le antiche tradizioni e i "curanderos", o sciamani, costituiscono un importante punto di riferimento per questa gente. La magia delle Ande è anche questo.
Come arrivare. Non è difficile intraprendere questo viaggio; sono necessarie solo due cose: spirito di adattamento e voglia di conoscere il vero Perù.
