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Gli INCAS (seconda parte)

La leggenda dell'attacco Chanca a Cusco

 

di María Rostworowski Tovar

 Si ringrazia Perù Cultural per la concessione dell'autorizzazione.

Traduzione di Gabriele Poli

Chi furono i Chancas?


I chancas furono un gruppo etnico stabilitosi nella regione di Ayacucho. Si dividevano in due metà, quella di Hanan (Sopra) e quella di Hurin (sotto) e affermavano che le loro origini o pacarina erano nelle due lagune di Choclococha e Urcococha. Popolo rude, avevano conquistato Andahuaylas e la loro nuova meta era il Cusco.

La situazione a Cusco

Durante il governo di Viracocha, i chancas partirono da Paucaray  -a tre leghe da Parcos- e si divisero in tre eserciti. Così sicuri erano della facile conquista di Cusco che due degli eserciti si diressero al Cuntisuyu (sud-ovest) e il terzo intraprese la rotta verso il Cusco. Da parte sua, il re inca Viracocha, vecchio e stanco, abbandonò Cusco alla propria sorte e si rifugiò insieme al figlio Urcu nella fortezza di Chita. In quelle circostanze, apparve la figura del giovane principe Cusi Yupanqui che prese a cuore la difesa di Cusco.

Cusi Yupanqui, il futuro Pachacutec, nacque dal lignaggio di Iñaca Panaca, un ayllu reale.

Il cronista Betanzos narra in stile epico l’incontro di Cusi Yupanqui con i chancas.

Cusi aveva a disposizione pochi uomini, per cui il suo trionfo gli rende ancora maggior lustro.

Attorno a Cusco, l’esercito inca scavò due profonde fosse ricoperte poi con pali acuminati affinché i chancas cadessero e vi rimanessero infilzati. Inoltre, il sacerdote del Sole fece scolpire degli uomini di pietra a cui fece indossare vestiti per simulare un esercito pronto, in attesa di entrare in combattimento.

Cusi Yupanqui tentò di allearsi con i popoli vicini, ma questi preferirono attendere lo sviluppo degli avvenimenti per poi unirsi al vincitore in seguito.

Inca Urcu, figlio di Viracocha, fuggì assieme al padre. Egli era stato nominato erede al trono e in quel momento aveva ricevuto la borla, insegna del potere; quello stesso giorno si sposò con colei che sarebbe divenuta la moglie principale (coya o regina), secondo le tradizioni inca. Comunque, il giovane non si dimostrò un guerriero affidabile e non lottò per Cusco.

Le successioni inca erano tumultuose perché non esisteva la primogenitura: il potere ricadeva sul “più abile ed efficiente” fra i possibili candidati.

Ed ecco che tutte le successioni inca diedero luogo ad intrighi, lotte interne e omicidi. In questo contesto, la lite tra Huascar e Atahualpa (al tempo dell’invasione spagnola di Francisco Pizarro. N.d.t.) non fu un caso insolito, bensì usuale, e, dovuto alla grande espansione dello stato Inca, acquisì un carattere continentale.

Le spie comunicarono la vicinanza chanca e videro scendere il nemico disordinatamente dal colle Carmenca, emettendo grida e insegnando le armi.

Portavano i capelli raccolti in piccole trecce e il viso dipinto di rosso.

Nella loro euforia, non si accorsero delle fosse e vi caddero dentro. Un curaca (signorotto) di nome Chañin Curi Coca degli ayllus di Choco- Cachona attendeva l’avvicinarsi del nemico per attaccare e lottò con coraggio sbaragliando il nemico.

Persino le pietre sistemate dai sacerdoti parteciparono alla lotta. Queste rappresentavano i pururaucas, misteriosi alleati degli incas che seminarono il terrore fra le truppe nemiche.

Per decidere la battaglia, Cusi Yupanqui si scagliò contro il comandante chanca Uscovilca, lo uccise, si impadronì dell’idolo che portava con sé e lo insegnò ai chancas che, demoralizzati, si diedero alla fuga.

Più tardi, i chancas si riorganizzarono, ma nuovamente Cusi trionfò, aiutato questa volta dai popoli vicini. Gli incas inseguirono il nemico e si appropriarono del bottino che sarebbe stato utile nella futura espansione di Cusco.

Una volta sconfitti i chancas, Cusi Yupanqui radunò bottino e prigionieri e si diresse verso la fortezza dove si trovavano Viracocha e Urcu.

Secondo l’abitudine inca, il sovrano doveva calpestare i corpi dei comandanti catturati come atto di predominio sugli sconfitti e sulle loro terre. Viracocha si rifiutò di farlo e assegnò a Urcu l’incarico, in qualità di suo erede.

Cusi non sopportò la provocazione e decise di ritornare a Cusco. Lungo la strada fu assalito dai soldati di Viracocha, ma egli conosceva le intenzioni del vecchio inca ed era preparato a quell’attacco. Così poté ritornare a Cusco senza ulteriori contrattempi.

Non ritardò Cusi nel cingere la borla e con quell’atto, secondo l’abitudine antica, cambiò nome assumendo quello di Pachacutec Inca Yupanqui (Pachacutec significa “il sovvertitore del mondo”. N.d.t.), dando inizio alla grandezza di Cusco.

L’espansione inca si può far coincidere con gli inizi del secolo XV e forma parte della storia moderna del mondo antico.

Grazie alle elezioni dei governanti, si succedettero personaggi di risalto e anche se Pachacutec fu l’iniziatore, suo figlio Tupac Yupanqui fu il grande conquistatore e Huayna Capac, lo statista.

Gli Incas più vicini alla invasione spagnola ci permettono di formulare una storia meno leggendaria per il numero di notizie che abbiamo di quell’epoca e la tradizione orale conservata grazie ai cantori che si esibivano nella grande piazza Aucaypata durante le feste alla presenza delle mummie dei precedenti incas.