Gli INCAS (quarta parte)
Conquiste di Capac Yupanqui
di María Rostworowski Tovar
Si ringrazia Perù Cultural per la concessione dell'autorizzazione.
Traduzione di Gabriele Poli

Essendo l’Inca Pachacutec assorto nella costruzione delle sue opere a Cusco, non disponeva più di tempo libero per procedere con le spedizioni. Per questo motivo e visto che i suoi figli erano ancora piccoli, incaricò suo fratello maggiore Capac Yupanqui di recarsi verso la costa, al prospero feudo di Chincha.
Esiste una relazione su questo primo incontro con i chinchanos (abitanti di Chincha n.d.t.): si trattò di un approccio, un tentativo di stabilire una relazione amichevole prima della conquista.
Al suo arrivo a Chincha, Capac Yupanqui richiese al signore di quelle terre unicamente l’accettazione della superiorità di Cusco e coprì di doni i curacas (signorotti) chinchanos per dimostrare loro la magnificenza inca. Gli abitanti della costa non ebbero alcun problema nel riconoscere quale sovrano l’Inca e continuare pacificamente a gestire il proprio feudo.
La prosperità degli abitanti della costa era dovuta ai commerci sulle lunghe distanze che avvenivano per via marittima -con le zattere- con gli abitanti del nord, nelle terre ove oggi è l’attuale Ecuador.
Inoltre, questi “mercaderes a modo de indios” (mercanti alla maniera degli indios), mantenevano uno scambio terrestre grazie alle greggi di camelidi con il Collao (a sud est, verso il lago Titicaca n.d.t.) e Cusco.
È solo posteriormente, durante il regno di Tupac Yupanqui, che si produrrà una vera annessione territoriale.
La seconda impresa del generale Capac Yupanqui
Trascorso qualche tempo dalla spedizione nella costa, l’Inca riunì i suoi eserciti affinché il generale Capac Yupanqui intraprendesse con essi la conquista lungo la via del Chinchaysuyu (a nord ovest n.d.t.), attraverso la sierra.
Nei pressi di Guamanga, i nativi di Parcos si rifugiarono nella fortezza di Urco Collac e opposero resistenza.
Fra le truppe comandate da Capac Yupanqui si trovava un capo chanca chiamato Anco Ayllu, che comandava un contingente di quel popolo. Sotto i suoi ordini, i chancas assalirono la fortezza ribelle e furono tanto fortunati da riuscire ad appropriarsene.
La notizia fece infuriare Pachacutec poiché riteneva che il successo chanca potesse sminuire l'immagine degli incas Da Cusco, inviò un messaggio a Capac Yupanqui con l’ordine di sterminare i chancas. Tuttavia, una concubina del generale, che era sorella di Anco Ayllu, venne a conoscenza dell’ordine. La donna avvertì il fratello e il capo chanca decise di perdersi con la sua truppa verso la regione della foresta che avrebbe protetto la fuga.
In quel momento, si trovavano nella sierra di Huanaco e di notte ed in silenzio i chancas spiegarono il proprio stendardo e si diressero verso al zona calda di Rupa Rupa.
Dopo aver scoperto la loro fuga, il generale inca li inseguì, ma senza successo. Quindi, Capac Yupanqui continuò la sua marcia lungo la sierra fino a Cajamarca, lontano dai limiti assegnati da Pachacutec.
In quel luogo governava Gusmango Capac che in tale occasione si alleò con i chimú ed insieme attesero l’arrivo degli eserciti inca. Nonostante il loro numero fosse cospicuo, Capac Yupanqui li sconfisse e ottenne un favoloso bottino che meravigliò gli abitanti del Cusco e che fu esposto nella piazza di Cajamarca. A quanto pare, il generale si vantò di avere ottenuto tesori maggiori a quelli del fratello, l’Inca.
Solo allora, Capac Yupanqui prese la strada di ritorno a Cusco con le sue conquiste. Mentre si trovava a Limatambo, giunsero messaggeri dell’Inca con l’ordine di arrestare il generale e la condanna a morte per la fuga dei chancas.
Secondo la tradizione Inca, il trionfo di Capac Yupanqui gettava un’ombra sul sovrano che temeva che il popolo potesse sollevarsi contro di lui, acclamando Inca il fratello.
