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Dall’Ecuador al Perù in fuoristrada

(da Quito a Lima)

Gabriele Poli

Ultimo giorno

La fine del viaggio: l’antica città di Caral e l’arrivo a Lima

Caral

Lasciamo Huaraz accompagnati dal sole che illumina come un flash le vette della cordigliera.

   Percorriamo la bella strada panoramica che sale fino al passo e alla laguna di Conococha (4100 metri), dove ci fermiamo ad ammirare per l’ultima volta i monti innevati, prima di iniziare la discesa verso il fondovalle. Dagli oltre 4000 metri di altitudine, in soli 126 chilometri giungiamo al mare e ancora una volta alla Panamericana.

Caral: una delle più antiche città delle Americhe

L’Oceano Pacifico ci saluta inviando riverberi di luce riflessa dalle sue onde di spuma e fra canneti che ne ricoprono le rive spunta l’antica fortezza di Paramonga. La rocca, che si eleva su di un colle, era un posto di difesa e controllo del regno Chimú, la cui capitale – Chan Chan, visitata nei giorni scorsi – sorge molto più a nord, nei pressi di Trujillo.

   Poco più a sud, all’altezza di Porto Supe, abbandoniamo la Panamericana e imbocchiamo una strada – più che altro un sentiero – che s’inoltra nel deserto. Una ventina di chilometri fra dune di sabbia e argilla, in mezzo all’affascinante nulla, ci conducono a una delle più antiche città delle Americhe: Caral.

   La scoperta, opera dell’archeologa peruviana Ruth Shady, risale al 1994 e due anni più tardi iniziarono i lavori di scavo tutt’ora in corso, che proseguiranno per molto tempo ancora.

Analisi al carbonio radioattivo determinarono che la città risale perlomeno al 2040 a.C., contemporanea, quindi, alle antiche civiltà mesopotamiche e all’egizia. La zona archeologica, pur se recentemente pubblicizzata da Promperù – ente nazionale del turismo – è colpevolmente poco visitata, così ci ritroviamo soli, come sempre o quasi accaduto durante questo nostro viaggio, a gironzolare fra le rovine, accompagnati da un giovane archeologo. Lo studioso racconta la storia della scoperta di Caral, parla di costumi e abitudini dei suoi abitanti, evidenziati da dipinti e incisioni che dimostrano l’esistenza di una società evoluta.

I templi

I templi, le piazze, l’anfiteatro narrano di una realtà agricola connessa al concetto di vita e morte, una città sacra offerta alle divinità.

Alcune agenzie turistiche di Lima propongono viaggi di una giornata per la visita a Caral, ma nonostante ciò, al momento giungono sin qui solo comitive di studenti e pochissime altre persone. Siamo certi, però, che molto presto, soprattutto quando la strada sarà in migliori condizioni, giungeranno i turisti a frotte, perché si tratta di un sito molto bello, interessante e unico al mondo.

Huacho, Huaura e l’indipendenza del Perù

Di ritorno sulle sponde dell’oceano, facciamo una breve sosta al porto di Huacho per acquistare pane caldo e prosciutto che mangiamo seduti nell’accogliente piazza del paesino.

A poco distanza, nella piazza di Huarua, un antico edificio attrae la nostra attenzione: si tratta di una casa coloniale a due piani, ben restaurata, con un grazioso balcone agghindato con le bandiere rosse-bianco-rosse del Perù.

Qui, il 28 luglio del 1821 il generale argentino José de San Martín, sbaragliata la resistenza delle truppe reali spagnole, proclamò l’indipendenza del paese andino. In verità, la guerra per l’emancipazione proseguì per altri sette anni, ma il 28/07/1821 è la data che si festeggia in Perù, il giorno più importante per la Repubblica.

L’arrivo a Lima

Quando le prime ombre della sera rubano la scena al sole, migliaia di tremule fiammelle s’accendono davanti ai nostri occhi: sono i sobborghi di Lima, la capitale del Perù.

   Decidiamo di festeggiare la conclusione del viaggio al Rosa Nautica, un elegante ristorante costruito sull’oceano e collegato alla riva da un lungo pontile. Il pesce è ottimo, il vino pure.

Patrimonio dell’Umanità

Primo pomeriggio di martedì 12 agosto, sono solo. Stamane con gli amici abbiamo visitato il centro storico di Lima, patrimonio dell’umanità per l’Unesco, poi il piccolo, ma prezioso Museo Archeologico e quindi l’addio o, meglio, l’arrivederci in Italia; questa sera, infatti, partirà il loro volo alla volta dell’Europa.

È stato un viaggio che non dimenticheremo perché eccezionale durante tutto il percorso, ma altri ne verranno e non saranno da meno.