Chavín de Huántar: Prima Parte
di LUIS G. LUMBRERAS
Si ringrazia Perù Cultural per la concessione dell'autorizzazione.
Traduzione di Marisa Masucci
IL MONDO CHAVIN

Ubicazione geografica di Chavín
Chavín è ubicata all’inizio della stretta valle formata dal rio Pukcha o Mosna, che si forma dai disgeli della Cordigliera Blanca e conduce le sue acque sino al rio Marañón, dove nasce il Rio delle Amazzoni.
Sorge nel cuore stesso delle Ande, a 3180 metri di altitudine, formando parte di quello che è chiamato Callejón de Conchucos, che corre da sud a nord, parallelo al Callejón de Huaylas, formato dal rio Santa, anch’esso nutrito dalle acque della Cordigliera Blanca, ma che, trovandosi ad occidente, sfocia nell’oceano Pacifico.
Due catene montagnose separano Chavín dal mare – le cordigliere Blanca e Negra- e due altre catene la separano della selva amazzonica: la centrale che si alza tra le conche del Marañón e del Huallaga, e la orientale, che delimita la separazione di acque fra il Huallaga e l’Ucayali. Questa situazione geografica crea serie difficoltà di comunicazione fra le popolazioni della zona, la cui vicinanza relativa è mediata dall’altitudine e dalla irregolarità del territorio. Ciò crea una difficile situazione di “vicini distanti”.
Chavín si trova in un punto cruciale di connessione est-ovest e nord-sud di un esteso territorio. Si tratta di una sorta di “crocevia di cammini” di una regione che copre la costa e la sierra di Lambayeque, La Libertad, Cajamarca, Ancash, Huánuco e Lima. Da Chavín, inoltre, si può arrivare alla foresta amazzonica, seguendo il corso del Marañón.
Secondo Antonio Raimondi, nel secolo XIX esportava mais a Huaraz e Huamalíes (Huánuco) e farina di frumento a Huánuco e Cerro de Pasco e, allo stesso modo, la gente della costa tutto l’anno acquistava bestiame. Segnala pure che vi è oro nel distretto di Uco, presso lo sbocco sul Marañón.
Chavín si trova sopra una terrazza alluvionale associata ad un fiume maggiore –il Pukcha- che scende da sud, e un tributario –il Wacheqsa- che scende dalla Cordigliera Blanca, nei cui distretti orientali si trova il sito.
Ambito di influenza culturale
Durante i secoli X-IV a.C., che è l’epoca di maggior fioritura di Chavín, non esistono indizi dell’esistenza di una organizzazione politica di tipo statale. Quando si iniziò a conoscere l’area di dispersione che possedeva le caratteristiche attribuite a Chavín, Julio C. Tello, archeologo peruviano, fu portato a pensare che si trattava di una civiltà espansiva; in cambio, Rebeca Carrión Cachot e altri studiosi credettero di riconoscere indizi di un Impero Megalitico o qualcosa di simile. In effetti, l’area coperta dai resti che in quel tempo si attribuivano a Chavín, era immensa. Con il tempo, le conoscenza acquisite hanno permesso di ridurre l’ambito di influenza Chavín e si sta precisando sempre meglio la natura di tale influenza.
Una prima conclusione è che non si tratti di una espansione di Chavín e che la sua influenza si debba piuttosto a contatti fra Chavín e i territori dove appaiono vestigia “chavinoidi”, derivazione di una relazione di interscambio di beni e servizi, dove l’offerta di Chavín sembra essere stata quella di fornire “oracoli”. Tutto questo si concilia con l’evidenza che esiste in Chavín de Huántar di offerte che giungevano da un ambito che include Lambayeque, La Libertad, Cajamarca, Ancash, Lima e Huánuco, con eventuali materiali che, pare, provenivano dalla costa del Guayas e di Ica, Huancavelica e Ayacucho.
In tutti quei territori, vi sono, inoltre, indizi del contatto con Chavín che si esprimono in un’epoca dove si produsse una sorta di moda chavinese, in cui l’arte locale è alterata dall’inserimento di una serie di motivi e personaggi che posseggono una matura rappresentazione nella stessa Chavín. Questo accade quasi dappertutto, fra gli anni 800 e 500 a.C. Prima di quell’epoca, durante oltre un millennio, i popoli di quel territorio avevano sviluppato propri modi di comportamento, in una lunga tappa Formativa, conosciuta come “iniziale” e ancora prima durante il periodo Arcaico.
Il grado di impatto dell’influenza chavinese fu molto diverso. Nulla indica che “esportassero” divinità proprie; in cambio, sì i temi sacri, come la forma delle bocche, gli occhi eccentrici, gli artigli, le teste di serpente e, soprattutto, le zanne. Gli stili contemporanei, come quelli di Jequetepeque, Cupisnique, Huacaloma, Kuntur Wasi, Ancón e Paracas, acquisirono molto di questa « moda » che include usi e forme dello spazio archietttonico e l’esportazione multidirezionale di diverse tecnologie. Mantennero sempre, però, la propria autonomia regionale.
