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Chavín de Huántar: ULTIMA PARTE

METALLURGIA

di LUIS G. LUMBRERAS

Si ringrazia Perù Cultural per la concessione dell'autorizzazione.

Traduzione di Marisa Masucci

Kuntur wasi

Introduzione

 
Chavín rappresenta l’epoca da cui ebbe inizio l’uso dei metalli. La produzione metallurgica comincia con l’oro e quasi simultaneamente con il rame nativo in luoghi legati a Cupisnique e Chavín,  nonostante l’evidenza più antica di oggetti in oro nelle Ande centrali risalga  a 1500 anni prima dell’era cristiana nella regione di  Andahuaylas, nella serra sud del Perù.
 
Durante tutta la tappa Formativa la metallurgia  mantenne una condizione certamente primitiva, utilizzando i metalli nativi – tanto l’oro quanto il rame – nella loro forma naturale. Successivamente il rame, trovato sotto forma di rocce, sarebbe stato trasformato in metallo mediante processi di fusione.

L’oro e il rame erano ottenuti in natura sotto forma di “pepite” o pezzi che contenevano fisicamente le  loro caratteristiche di colore, durezza e malleabilità. Quello che facevano gli artigiani era convertirli in lamine, martellando a freddo, senza sottoporli all’azione del fuoco. I due metalli menzionati sono sufficientemente malleabili per permettere ciò, sebbene il rame potesse richiedere il riscaldamento per essere lavorato, Ciò portò a scoprire che l’uso del fuoco permetteva una unione più salda tra pezzi che  in origine erano separati.

Esistono alcuni oggetti nei quali si usò anche argento nativo, come quelli di Chongoyape, in cui si unì un  segmento di questo metallo con un altro di oro per ottenere un effetto di colore.

Le lamine di metallo, martellate, pressate, sbalzate o lavorate con strumenti con punta o filo, erano finemente trasformate in superfici sulle quali si incidevano o si facevano risaltare figure o disegni degli stili propri dell’epoca. Queste lamine erano quindi  piegate o unite con l’aiuto del fuoco o semplicemente del martellamento e così venivano trasformate in corone, orecchini, nasiere,  collari, pettorali, cinturoni, braccialetti e altri ornamenti, quasi tutti  utilizzati come parti degli ornamenti o del vestiario personale. Eccezionalmente si sono trovati pezzi utilizzati per altri fini, come per inalare stupefacenti, coprire scettri o contenere bevande o cibi – piccoli recipienti a forma di vasi o di coppe – che svolgevano più una funzione ornamentale che utilitaria.
I ritrovamenti di oro non sono frequenti e quasi tutte le informazioni disponibili si riducono a  lotti o pezzi isolati, trovati casualmente da contadini o  “huaqueros” (chi scava le  tombe per cercare  tesori, tombaroli), soprattutto nella costa e nella sierra nord del Perù. Ciò significa che il registro archeologico propriamente detto, cioè realizzato  da professionisti, è molto limitato.
 
D’altra parte esistono molti pezzi falsificati per la commercializzazione tra collezionisti e amatori, a causa della facilità con cui possono riprodursi. In ogni caso, i ritrovamenti più importanti sono quelli di Chongoyape e di Kuntur Wasi. Quelli registrati a Chavín sono  scarsi e  rappresentati solo da piccole lamine. Tuttavia, alcuni pezzi di collezioni antiche indicano che questi  “provengono da Chavín”, sebbene non menzionino il ritrovamento.  Ma nella valle di Chicama, negli scavi fatti da Rafael Larco Hoyle, si trovarono dei pezzi in oro, come anche nelle valli di Jequetepeque, Zaña e Trujillo. Così, si potrebbe dire che l’oro fosse associato principalmente ai cupisniques e alla loro area di relazione.


Chongoyape

 
Chongoyape è situato nella valle di Lambayeque. In questo posto si trovarono due lotti di tombe con oggetti d’oro. Il primo fu trovato nel 1928-1929 da un giovane Lambayeque di 15 anni, nel fondo di un ruscello nel podere El Almendral, di proprietà dei fratelli Gayoso; e il secondo, dieci anni dopo, apparentemente insieme ai resti di tre individui e con ceramiche di stile Gayoso, dai lavoratori di  una strada. Il materiale trovato era molto vistoso e comprende corone, pettorali, anelli,  spille ed anche una placca bimetallica, che combina oro e  argento, così come sfere fatte di due fogli saldati, depilatori e  fili d’oro. Questi pezzi sono associati allo stile  Cupisnique, sebbene abbiano caratteristiche  attribuibili a una chiara relazione con Chavín.

 

Kuntur Wasi

 

Kuntur Wasi si trova nella sierra nord del Perù, nella conca del fiume Jequetepeque, a Cajamarca, sul piccolo villaggio di San Pablo. Si tratta di  un’altura sulla cui cima fu costruito un tempio durante l’epoca Formativa e dove, oltre a piattaforme scaglionate e strutture funerarie, ci sono prove di litosculture imparentate con lo stile Cupisnique, ma anche elaborate come quelle di Chavín de Huántar.

Nell’anno 1945 la missione del  Museo Nazionale di Antropolgia e Archeologia di Lima scopre i primi oggetti  d’oro a Kunturwasi. Tuttavia è solo a partire dall’anno 1989 che  la missione  dell’Università di Tokyo, diretta da Yoshio Onuki, realizza i ritrovamenti più convincenti. Dai contesti funerari di élite scavati dai giapponesi si ottennero numerosi pezzi di oreficeria, tra i quali si devono menzionare i primi oggetti chavinoidi fatti di rame.

Nelle tombe scavate a Kuntur Wasi  il corredo funerario comprende collari, corone, orecchini, palline e pettorali di oro sbalzati o traforati con disegni di teste-trofeo e di personaggi delle iconografie chavinoide, Cupisnique e di un particolare stile locale associato al Kuntur Wasi e alla regione del Jequetepeque.

Le connessioni di Kuntur Wasi con Chavín potettero essere associate all’oro, ma esistono anche prove di uno stesso tipo di vasellame che a Chavín si conosce con il nome di  Mosna e la cui distribuzione arrivò fino alle regioni di Huánuco e Ancash.