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Chavín de Huántar: TERZA PARTE

di LUIS G. LUMBRERAS

Si ringrazia Perù Cultural per la concessione dell'autorizzazione.

Traduzione di Marisa Masucci

Viringo o cane nudo del Perù

La fauna dell’epoca


Nei reperti che si incontrano negli scavi dei siti di epoca Chavín, così come nella iconografia che si trova nelle pietre lavorate e nella ceramica, esistono molte informazioni sugli animali selvatici e domestici con i quali i chavinesi erano in relazione. Fra questi ultimi, senza dubbio i camelidi erano i più importanti, dato che rappresentano le immagini più frequenti.

 

L’alpaca fu anche, come al tempo degli Incas, rappresentata in pietra, con una fossetta nella parte superiore della schiena e usata in riti speciali di fertilità, dove la figura era conosciuta con il nome di « conopa ».

Tutto indica, inoltre, che fu poco prima di quest’epoca che i lama e gli alpaca popolarono la sierra di Cajamarca.

 

Conoscevano anche il cuy (porcellino d’india) domestico e apparentemente l’anatra « joque ». Allo stesso modo, si ha piena certezza che il « cane nudo » era allevato in questo tempo, assieme ad altre razze di cani, come uno peloso i cui resti furono ritrovati a fianco del suo padrone a Supe, del tipo « Inca », di grandezza maggiore. Sono due delle sei razze di cani che si conoscevano nell’antico Perù.

 

Fra le offerte di cibo che furono depositate nella Galleria delle Offerte di Chavín, si trovò una sorta di campionario della fauna preferita di quel tempo. Vi erano i tre tipi di cervo che ancora esistono oggi in Perù : la taruca, tarugo o huemul, che è un cervo delle altitudini e delle grandi steppe; il « rabi-blanco » (Odocoileus virginianus), che vive nelle macchie dal clima temperato della sierra e il piccolo e veloce mazama, che vive nei boschi caldi. Vi erano anche resti della vizcacha del sud (Lagidium sp.) e apparentemente del coniglio nord andino (Sylvilagus sp.). Vi erano pure resti di volpi e di donnole o « raposas » (Mustela frenata).

Nella galleria si trovò anche una grande quantità di ossa d’uccelli, fra i quali erano commestibili le anatre, le pernici, i tacchini di monte, le quaglie, i piccioni e certi uccelli; mentre i pappagalli, le civette, i falchi e i condor, ovviamente non lo erano e compivano una funzione liturgica, così come appare nell’iconografia. Per motivi liturgici, allo stesso modo, le offerte comprendevano vari uccelli acquatici, come huerequeques, pariwanas, gabbiani, gallinacci e altri. Vi era, inoltre una grande quantità di pesci marini e conchiglie di provenienza diversa.

L’iconografia chavinese presenta in prima posizione per importanza il coccodrillo (caimano), il felino, il falco e il serpente, assieme a personaggi legati al mare e, in generale, all’acqua. Esistono anche icone con immagini della scimmia, del gufo, del granchio e del ragno.