Chavín de Huántar: SESTA PARTE
di LUIS G. LUMBRERAS
Si ringrazia Perù Cultural per la concessione dell'autorizzazione.
Traduzione di Marisa Masucci

I sacerdoti di Chavín
Il “sacerdote”, più che un personaggio, era un insieme di personaggi che svolgevano un certo tipo di compiti nell’ambito dei templi. Sebbene non esista ancora alcuna prova, si suppone che ci fosse un sacerdote principale ed altri subalterni. È più probabile che ci fossero vari sacerdoti principali, ognuno dei quali dedito a una forma specifica di culto, con una o due autorità centrali, che svolgevano prevalentemente compiti di coordinazione e di gestione. Dalle immagini che conosciamo si può ipotizzare che la funzione fosse affidata a uomini, anche se le donne svolgevano un ruolo importante nel culto.
La funzione religiosa dei sacerdoti non era ben differenziata dalle altre funzioni che la società richiedeva a fini organizzativi. Essi erano quindi guerrieri o condottieri durante la guerra; e probabilmente svolgevano anche la funzione di capi politici e religiosi. I sacerdoti erano tuttavia specializzati in un’attività principale: erano persone della comunità il cui lavoro si basava sul fornire informazioni relative ai mezzi e ai processi naturali e sociali a cui era legata la produzione. Molte di queste conoscenze richiedevano una certa formazione specializzata e tempo per gli studi e l’abilitazione, per cui i sacerdoti erano specialisti in tutte quelle funzioni che non potevano essere compiute dalla gente comune, che contava su una formazione carente.
I sacerdoti erano a carico del tempio, che era il loro centro di lavoro. Lì si trovavano le strutture e le persone dedicate allo studio di calendari, da cui derivava la loro condizione di “oracoli”, in grado di fare previsioni sui cicli climatici stagionali, annuali o pluri-annuali.
I sacerdoti erano osservatori del cielo e potevano registrare con grande precisione gli spostamenti del sole tanto ad oriente come ad occidente, le fasi della luna e il movimento delle stelle. Ottenevano così periodi fissi nel tempo, ai quali potevano associare i cicli stagionali, che non sono fissi. I periodi di siccità o di intense piogge, sebbene abbiano un ritmo annuale prevedibile, che si stabilisce a partire dal solstizio d’estate (fine di dicembre) sono sensibilmente variabili nel loro inizio e nella loro intensità. Il prevedere con anticipo le caratteristiche di ogni tipo di pioggia è un compito – che richiede specializzazione- senza dubbio fondamentale per condurre le campagne agricole ogni anno. Per questo è necessario combinare il calendario solare-stellare con altri indicatori del tempo, come quelli delle abitudini degli animali. Questo era il compito specializzato – e sembra riuscito – dei sacerdoti di Chavín.
Per tutti questi motivi lo status di sacerdote era molto importante nella società chaviense e si esprimeva con un insieme di attributi che gli si concedevano e che si rendevano manifesti attraverso vestiti molto eleganti e ornamenti preziosi fatti di piume e pietre esotiche, oro e gioielli.
Spiegazione dell’antropofagia
Quando gli spagnoli arrivarono in Perù, nel XVI secolo, nell’ambito dell’Impero degli Incas non esistevano pratiche di cannibalismo. Esse vigevano, al contrario, in tutto il circondario. Al nord della terra dei Pastos, in Colombia, il cannibalismo era generalizzato ed era anche una pratica presente tra i Tupinambá del Brasile orientale e in maniera vestigiale tra gli araucani del sud. Nelle leggende di Huarochirí si racconta che il dio Pariacaca, conosciute le abitudini antopofagiche del dio Wallallo Carhuincho, decise di castigarlo cacciandolo nella terra degli Huancas dove avrebbe dovuto nutrirsi di cani.
Tutto ciò consolidò l’idea che nell’antico Perù l’antropofagia non fosse mai esistita e, quando nel 1905 Max Uhle trovò le prime prove di questa pratica tra i primitivi pescatori di Supe, ci fu una grande resistenza nell’accettarle e si cercarono argomentazioni per indicare che Uhle avesse interpretato male l’informazione. Molti anni dopo, già nella seconda metà del XX secolo, come risultato dell’interesse nell’esaminare dettagliatamente le ossa alle quali non si era data importanza, gli scarti archeologici, si incontrarono prove sufficienti per confermare che Uhle non si era sbagliato. In tutti i siti dell’epoca Chavín, e in tutti quelli di periodi precedenti, da quando si era definita la vita basata sull’agricoltura, nel preceramico o Tardo Arcaico, appaiono resti di esseri umani mangiati dai loro simili. Ciò indica che scene come quelle che appaiono sui muri di Cerro Sechín non erano solo un riferimento alla guerra, ma anche certamente a ciò che ne seguiva, come accadeva nelle guerre in cui erano presenti gli spagnoli nella valle del Cauca in Colombia.
A Chavín, nella Galleria delle Offerte, insieme alle offerte di cibo di cervi, camelidi, uccelli e pesci, in piatti sontuosi c’erano anche “bottini” di corpi umani di diverse età; un calcolo non definitivo induce a pensare ad almeno 21 persone diverse. Erano cadaveri più di uomini che di cervi o cavie, sebbene ci fossero soprattutto minestre con carne di alpaca o di lama. Le ossa umane erano state tagliate, cucinate o arrostite come le altre prede animali. Non abbiamo notizie specifiche sulle modalità e circostanze di questo cannibalismo, però sappiamo che era generalizzato nell’epoca Chavín e che durò almeno fino all’epoca dei Mochicas nella costa nord del Perù. Durante e dopo l’orizzonte Medio, fino al VI secolo d.C., non appaiono più resti di questo tipo e, di fatto, sembra che il fenomeno fosse già stato eradicato al tempo degli Incas.
Tecnologia della previsione del tempo
L’agricoltura, più delle altre attività produttive, è sottoposta alla necessità di disporre di calendari specifici. Grazie ad essi si può prevedere il tempo e stabilire così le stagioni e la conseguente possibilità di piogge, il caldo, le gelate o la stagione estiva. Per questo, tutti i popoli del mondo cercano di fissare date precise, consultando il movimento ricorrente degli astri. Il sole permette di misurare ore, giorni, mesi ed anni; la luna settimane e mesi e le stelle ore, mesi e cicli lunghi più di due anni. Tutti questi sono cicli fissi, sufficienti quando i cicli annuali sono relativamente o totalmente regolari, nel senso che si ripetono alla stessa maniera ogni anno: la pioggia arriva sempre negli stessi giorni o settimane di ogni anno; a giugno è sempre inverno…
In Perù e in altri posti della terra ciò non avviene. I cicli sono irregolari, incostanti e con estremi che sogliono essere catastrofici, a causa soprattutto degli effetti che la relazione tra la corrente fredda di Humboldt e quella calda del Niño ha sul nostro clima, a seconda delle oscillazioni della temperatura dell’Oceano Pacifico nell’emisfero sud. Una delle caratteristiche importanti del calendario andino è quella di avere la capacità di prevedere queste alterazioni che, naturalmente, raggiungono condizioni catastrofiche solo in forma sporadica.
I popoli delle Ande hanno il "Niño" tutti gli anni. Ciò si esprime in variazioni imprevedibili delle condizioni di pioggia e di siccità nelle differenti regioni, a seconda delle condizioni termiche del mare. Un modo di stabilire un calendario agricolo adeguato è quello di accumulare ed elaborare informazioni su tali oscillazioni, al fine di prevedere i comportamenti climatici immediati e futuri, usando indicatori associati al clima e non solo quelli fissi di origine cosmica. Come per tutti i popoli del mondo, l’osservazione del comportamento degli animali e delle piante è un buon metodo di previsione. Si può misurare l’oscillazione della temperatura marina registrando il comportamento della fauna marina. Sono animali molto sensibili alle variazioni termiche, soprattutto alcuni, come lo Spondylus. Quando c’è “mullu” (Spondylus princeps) vicino alle coste, l’acqua è tiepida.
Entro alcuni mesi da questa modificazione, gli effetti sulla temperatura dell’aria e l’evaporazione dell’acqua saranno sensibili e cambierà il clima. Se si hanno notizie sul comportamento del mullu e di altri animali e si combina questa informazione con le osservazioni disponibili su altri indicatori del clima e la data fissa dei fenomeni cosmici ricorrenti, si avrà un calendario che permetterà di ridurre i rischi agricoli di fronte ad eventi inaspettati.
Tutto indica che Chavín era un luogo dove venivano elaborati questi calendari, che i sacerdoti chavinensi fornivano sotto forma di oracoli. Una strategia era di disporre che i vicini del mare “tributassero” mullu prima dell’inizio delle attività agricole annuali, per esempio nelle feste del solstizio d’inverno, a giugno, e aggiungessero informazioni sulla sua provenienza e sulle condizioni della raccolta. Ciò permetteva di misurare le condizioni del riscaldamento delle acque del mare, secondo la latitudine e l’entità della raccolta. Se si trovava fuori dall’habitat normale – al nord del Guayas e Manabí - ciò indicava che c’era il riscaldamento delle acque dell’oceano ed era prevedibile che nel corso dell’estate, che ha inizio nel solstizio seguente, di dicembre, ci sarebbero state piogge, intense o scarse. In relazione a ciò, gli agricoltori iniziavano i lavori del loro anno agricolo, tra luglio e settembre, con una certa sicurezza sui risultati della futura campagna agricola.
