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Chavín de Huántar: DODICESIMA PARTE

CERAMICA

di LUIS G. LUMBRERAS

Si ringrazia Perù Cultural per la concessione dell'autorizzazione.

Traduzione di Marisa Masucci

ceramica Chavín

Introduzione

Nel 1919 e nel 1924, durante le sue visite a Chavín, Julio C. Tello trovò alcuni frammenti di ceramica con caratteristiche determinate. Avendo definito Chavín come  un’epoca della storia del Perù, identificò la sua ceramica come nera, scura e decorata con incisioni e disegni in rilievo. Quando scoprì che questa somigliava a quella che Max Uhle aveva trovato a Supe e ad Ancón, attribuita ai cosiddetti “pescatori primitivi”, e a quella che aveva trovato nella valle di Chicama, i cui pezzi mostravano icone simili a quelle delle litosculture chavinensi, Tello caratterizzò Chavín come l’epoca più antica della cultura peruviana, il cui centro  era situato  in una zona di sierra prossima al fiume Marañón: Chavín de Huántar.

 
Successivamente alla decade del 1920 cominciarono ad apparire reperti di ceramica scura e incisa in altri luoghi della costa e della sierra del Perù, che fu denominata erroneamente Chavín o chavinoide. Ciò generò una grande confusione perché, come si evidenziò  nella seconda metà del XX secolo, questa ceramica in realtà era stata prodotta nell’arco di  secoli e non era stata necessariamente legata a Chavín. Nella selva del fiume Ucayali (Tutishcainyo), a Huánuco (Wayra Jirka), in altre parti della sierra e nella costa gli esempi più antichi hanno queste stesse caratteristiche. Alcuni di essi furono catalogati da Tello e inclusi nel suo complesso Chavín, però quelli anteriori all’epoca delle litosculture e dei grandi templi di Chavín de Huántar, no. Questi ultimi si conobbero  grazie a  ricerche successive condotte in molte zone della costa, come Ancón e Guañape, o della serra, come Huánuco (Kotosh) e Cajamarca (Pandanche e Huacaloma).

Ad Ancón, più che in nessun altro posto, si trovò una lunga sequenza di ceramica. In essa si riuscì ad identificare una occupazione con le caratteristiche tipiche dello stile Chavín relazionata all’Orizzonte Precoce e un’altra anteriore di lunga permanenza, che si situa nella tappa Iniziale, chiamata anche Formativo Inferiore.

In quanto ai termini di spazio, l’affinamento degli studi realizzati in base alla ceramica ha permesso di distinguere differenze regionali e locali significative e delimitare aree nelle quali era riconoscibile qualche o nessun vincolo  con Chavín.

Il primo a riconoscere ciò fu Rafael Larco Herrera, che sottolineò la necessità di distinguere lo stile Cupisnique -la ceramica della valle di Chicama che Tello riconosceva come “Chavín classico” – dallo stile Chavín. Le ricerche successive diedero ragione a Larco, e così la sfera di influenza di Chavín si restrinse  ai territori di Ancash, Huánuco e Lima.

D’altra parte, nelle regioni di Cajamarca, Lambayeque e Jequetepeque si produsse una ceramica simile per alcuni aspetti a quella di Cupisnique, mentre ad Ica si andava creando la ceramica Paracas, legata  in qualche modo  a quella della sierra di Huancavelica e Ayacucho e quella di Chavín. Ad Apurímac, Cusco e nel lago Titicaca le prove dimostrano la presenza di una ceramica con caratteristiche proprie chiaramente  differenziate.

Così la ceramica legata alle litosculture che definiscono stile Chaivín rimase ristretta alla regione centro-nord del Perù e  a un periodo di splendore  che può datarsi tra i secoli X e  IV a.C. È a quest’epoca, al IX secolo,  che appartengono i bei pezzi trovati nella Galleria delle Offerte, dove gli stili Dragoniano, Qotopukyo e Floreale furono così magnificamente rappresentati.

Ancora stanno per scoprirsi le varie fasi  della storia di queste modalità dello stile Chavín;  tutto ci fa pensare  che si tratti di una ceramica  che non rappresenta altro che gli usi e i gusti di una o due generazioni di vasai. Anche la  provenienza  di queste modalità e delle altre  rappresentate nella galleria, dove senza dubbio si riunirono offerte di artigiani delle terre di Cupisnique, Cajamarca, Huánuco e della costa centrale,  è in una fase di ricerca. Le diverse tecniche usate per produrre vasellame con le stesse forme  ci portano ad argomentare  che si trattava di vasai con  tradizioni, espressioni artistiche e argille differenti e che esistevano  diversi centri di produzione  che coprivano inoltre un “mercato” di consumo diverso, a carattere locale o regionale.


Caratteristiche

 
L’epoca Chavín comprende un lungo processo di sviluppo della manifattura a carattere artigianale che prese corpo soprattutto nel periodo Arcaico, verso il terzo millennio prima della nostra era.

Secondo alcuni registri archeologici,  i primi strumenti artigianali  furono, senza dubbio, quelli per la caccia, la pesca e la raccolta. Così nacque la elaborazione di  cordicelle fatte di fibre vegetali o animali – pelli o peli – e più avanti le corde,  le borse e , finalmente, le tele.  Gli abitanti del Perù all’epoca Chavín già disponevano di questi elementi. Ci sono prove che avessero vestiti fatti con tele con disegni dipinti e anche con tecniche di arazzi e altre fatte al telaio o con aghi.
 
Per lo meno mille anni prima di Chavín esisteva in Perù una tecnologia di lavorazione della ceramica, alla quale i chavinensi diedero un’importanza speciale.  Oltre al beneficio utilitaristico di questo tipo di lavorazione per fini domestici, poterono rappresentare in essa le loro qualità plastiche  come mezzo di espressione artistica.

Finalmente, anche a Chavín riuscì a definirsi la metallurgia, poiché, sebbene a quel tempo fosse dominante l’oreficeria con oro lavorato con tecniche rudimentali di martellato, esistono prove  che stava già avendo inizio il trattamento del rame.