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ARGENTINA, BOLIVIA E PERÚ con i mezzi pubblici. DIARIO DI VIAGGIO TERZA PARTE
Martedì 5 ottobre 2010 Ore 9,10. Già pronti per la visita al Salar, anche se partiremo alle 10,30. Prima siamo stati in giro a comprare occhiali da sole per me (20 bolivianos, poco più di 2 euro), acqua, telefonata di Roberto a casa e a fare un poche di foto. Come sempre, ho dormito male in altitudine, svegliandomi spesso per la fatica nella respirazione. Ore 18,30. In hotel con doccia e barba fatte. Oggi è stata una bella giornata in un posto splendido quale il Salar de Uyuni. Nell’attesa del gippone, siamo stati al mercato di fronte all’albergo a far foto e a chiacchierare con le signore. Ve n’era una con tutte le cose utili per la mesa dei curanderos (vedi il mio libro Magie delle Ande)…e anche dei laikas, vale a dire gli stregoni di magia nera. C’era persino un feto di cerbiatto andino. Con un poco di ritardo, arriva il fuoristrada e ci dirigiamo verso il cimitero dei treni, vecchie locomotive a vapore. Oltre a Roberto, a me e all’autista ci sono un ragazzo coreano (Jim) simpatico, una coppia di finlandesi, una geologa di Filadelfia e una ragazza tedesca di Friburgo che lavora in un’agenzia turistica. Passiamo per Colchani dove dovremmo vedere la ionizzazione del sale, ma che in realtà si rivela sosta per gli acquisti di souvenir…acquisti che non facciamo. Quindi, lo splendido Salar! 1200 chilometri di sale, sul quale scorriamo veloci, fino alle pendici del vulcano Tunipa, dove abbiamo ammirato parecchi fenicotteri rosa (flamengos), oltre a una mandria di lama. Di lì, all’isola Inca Huasi (Casa dell’Inca), splendida oasi in mezzo al deserto, abitata da centinaia di cactus giganti. Siamo saliti a fatica sulla cima e ne è valsa la pena per i paesaggi da favola. Ore 22. Roberto già russa. Siamo stanchi. Prima abbiamo mangiato una buona crema di asparagi, poi siamo stati in un posto a bere rum. Ora nanna e domattina a Potosí.