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L'alimentazione nell'antico Perù

Prima parte

Gabriele Poli

 

Aji

Con quest'articolo, diviso in più parti, desidero descrivere come si alimentavano gli antichi peruviani precolombiani, il tipo di alimenti di cui disponevano e il modo in cui questi venivano preparati.

Come sappiamo, l'alimentazione influisce in maniera importante sullo sviluppo fisico delle persone e di conseguenza sulla loro resistenza alle malattie. In questo mio articolo non pretendo certo di fare uno studio approfondito e completo di una materia che abbraccia secoli di storia, ma desidero proporre una breve rassegna storica sull'alimentazione degli antichi popoli andini, dal momento che molti degli alimenti autoctoni e la maniera in cui venivano preparati sono attuali ancora oggi.

Se risaliamo all'epoca dell'olocene, abbiamo prove dell'esistenza sulle Ande di esseri umani già in quell'epoca. A questo periodo sembrano corrispondere i resti dell'Uomo di Ayacucho, 23.000 anni a.C. L'Uomo di Lauricocha risale invece a 8.000 anni a.C.

Si suppone che questi primitivi abitanti del Perù vivessero in caverne o in altri tipi di ripari naturali e fossero cacciatori raccoglitori.

Trascorsi alcuni secoli, l'uomo andino s'impossessò della terra e imparò a farla fruttare; osservò gli animali e li domesticò.

È interessante studiare le differenti tappe dello sviluppo agricolo nell'antico Perù e lo sviluppo dell'alimentazione e delle forme di vita dell'uomo preistorico che dapprima forma piccole comunità isolate per concentrarsi poi in villaggi popolosi e distribuiti nelle diverse regioni del territorio: la Costa, la Sierra e la Selva.

Le scoperte archeologiche hanno dimostrato che la caccia, la pesca e la raccolta di molluschi rappresentavano la base dell'alimentazione dei primitivi popoli della costa. I resti di conchiglie che si osservano nelle aree del periodo preceramico dimostrano che i molluschi costituivano un'importante integrazione della dieta e, assieme al leone marino, il pesce rappresentava l'alimento principe, unitamente ai fagioli e alla zucca.

In questo periodo erano presenti utensili per preparare e conservare gli alimenti e pietre che servivano per triturare; ricordiamo i muchka che erano blocchi di pietra scavati ai quali veniva data la forma di recipienti e piatti, i bicchieri costruiti con ossi di balena, ecc.

Tra le piante più frequentemente coltivate in quell'epoca, figuravano alcuni tipi di fagiolo, le zucche, l'aji o peperoncino piccante, e frutta di vario tipo come la Guayaba (Psidium Guayava), il Pacae (Ynga Fenillei), l'Achira (Canna Edulis) e la Lucuma (Lucuma Abovata), oltre a un tubero, il Camote -o patata americana- (Ypomoea Batatas Lam.).

L'aji rappresentava -e rappresenta- il condimento degli alimenti.

Nella sierra si usava come combustibile lo sterco di lama, di guanaco o di cervo e nella costa, oltre allo sterco di ruminanti, si usava legno di carrubo e di rovo.

Il professor Engel spiega che la storia del Perù antico visse due tappe: dapprima vi fu un periodo agricolo, senza il mais, con sviluppo lento che durò all'incirca dal 7.000 al 3250 a.C. e con la popolazione divisa in piccoli agglomerati poco sviluppati; vi fu poi un secondo periodo, che inizia con l'introduzione del mais, durante il quale si sviluppò un tipo differente di vita.

L'agricoltura e il mais, quindi, promossero l'inizio di un lungo processo storico nell'economia dell'antico Perù che abbracciò migliaia di anni.

Iniziarono le trasformazioni socio economiche.

Lungo la costa erano presenti il mais, i fagioli, l'aji, la zucca, l'arachide, mentre sulla cordigliera primeggiavano la quinua, cañihua, la patata, la oca, la maca e il tarhui (nei prossimi capitoli parleremo di questi ultimi alimenti).