1981 DIARIO DEL MIO PRIMO VIAGGIO IN PERÚ
Giovedì 30 luglio

Le 9.45 e sono in aeroporto assieme a Cristina, una ragazza di Udine che prenderà il mio stesso volo e viaggeremo assieme fino in Ecuador, dove lei scenderà.
Ore 2 italiane e 19 (o 20?) ora di Lima. Sono in aereo all’aeroporto di Guayaquil, in Ecuador, dove è scesa Cristina. Ora sono solo. Solo e stanchissimo. Ho sulle spalle già quattordici ore di volo da Londra e ora me ne aspettano altre due circa, sedici in tutto.
Abbiamo fatto una monotona e interminabile attraversata dell’Atlantico e quindi siamo arrivati a Caracas dove siamo scesi a sgranchirci un poco le gambe. Anche qui sono sceso un poco: la zona di attesa era cosparsa di avvisi di taglia, pareva di essere in un film western. Sono pieno come un uovo: ho già mangiato tre volte e sempre un casino di roba e ora mangerò un’altra volta.
Troverò da dormire?
Ho paura (considerazione delle 20.30 locali).
Ore 22.40 Sono a Lima in albergo. Ma è giusto chiamarlo così? Pago ben quattordici dollari al giorno solo per dormire e in cambio ho un letto umidissimo e schifosissimo in una specie di topaia. Il cesso è senza dubbio peggio dei vespasiani di Vicenza e senza carta igienica. Amen.
Ora farò qualche conto e poi a dormire. Spero che domani mi cambino i franchi belgi e le lire.
