1981 DIARIO DEL MIO PRIMO VIAGGIO IN PERÚ
Venerdì 14 agosto

AREQUIPA
Ore 8.35. Sono appena rientrato dopo colazione. Dio mio come sono ridotto! Conto disperatamente i minuti che mancano ancora alle 10, quando finalmente rivedrò Miriam, la “mi chiquitita” (ma no taaanto). Sono innamorato follemente e questa sensazione è bellissima. Una sensazione così intensa l’ho provata una sola volta in vita mia e cioè i primi mesi con A. e forse nemmeno così forte, così grande perché era la prima volta per me. Gabriele, svegliati, hai 28 anni! E chi se ne frega: sono innamorato 28.000 infinità di volte.
Ho appena acceso un’altra sigaretta: è già la terza questa mattina; sono davvero tanto impaziente. E pensare che quando sono con lei non mi viene mai in mente di fumare. Qualcosa mi dice che tornerò ancora ad Arequipa. Il papà aveva ragione quando mi disse di tornare con una ragazza peruviana perché sono eccezionali! Si stupirà non poco quando gli dirò ciò che mi è successo e che gliela porterò certo a casa la ragazza peruana e che ragazza!
Ore 9.20. Fra un attimo esco e vado in Plaza de Armas ad aspettare il mio fiorellino. Ieri ho comprato un altro maglione per il papà e una casacca per la mamma e sia Miriam che la madre mi hanno detto che sono molto belli e che sono stato bravo a pagarli così poco (8.000 soles per entrambi) perché loro stesse li avrebbero pagati certo di più.
Ore 24. Sono a letto e sono stufo morto. Oggi alle 10 ho trovato Martha in Plaza de Armas, ma non Miriam che era rimasta a casa a sbrigare le faccende. Con Martha sono andato a comperare dei fiori per la madre e poco dopo le 11 siamo arrivati a casa dove Miriam mi attendeva impaziente. La madre è stata felicissima per i fiori. Poi io, Miriam e Martha siamo andati a fare un giro e 3 foto (mentre ci baciavamo Martha ce le faceva). Poi il pranzo che mi ha riempito un casino. Infine siamo stati in sala (sempre noi tre) dove io e Miriam ci siamo a lungo baciati, mentre Martha ballava e faceva finta di niente.
Più tardi siamo stati in centro dove c’era un casino tremendo di gente a causa della festa. Con loro fratello (Lucho), la moglie e i due figli siamo stati a bere qualcosa e poi a vedere bruciare il “castillo”, che sono in pratica dei fuochi artificiali.
Alla fine, per accompagnare a casa i bimbi siamo stati travolti, e non è un modo di dire, da una marea colossale di gente. Quindi ho accompagnato a casa le ragazze e sono arrivato qui. Buona notte.
